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RITUALI DI CONTROLLO

Marco, 25 anni

Marco è un bel ragazzo, studente di ingegneria, prossimo alla laurea. Negli ultimi tempi tuttavia ha difficoltà a concentrarsi sullo studio, fino ad ora portato avanti brillantemente. Ha strani pensieri di cui si vergogna, ma che non riesce a respingere, e si sente costretto a fare delle azioni stupide, innocue, senza senso, ma che risultano per lui molto disturbanti.

A fatica entra nel dettaglio. Spiega che invadono la sua mente, contro la sua volontà, pensieri che spesso non c’entrano nulla con la situazione in cui si trova in quel momento. Per esempio davanti a una vetrina di casalinghi vede dei coltelli e immagina di procurarsi dei tagli al braccio. Oppure sulle scale mobili della Rinascente immagina che la persona davanti a lui rotoli giù dopo una spinta involontaria da parte sua. Si sente costretto a ripetere nella sua mente più volte le scene, ripercorrendone minuziosamente ogni passaggio. Quando esce di casa, gli capita di rifare sette piani di scale per verificare di avere effettivamente chiuso la porta. Ripete l’azione di chiusura per essere davvero certo del risultato.

Si sente triste, impotente e si vergogna molto. Queste cose stanno limitando la sua vita in misura sempre maggiore.