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IPOCONDRIA

Valeria, 36 anni

Valeria è una giovane donna, molto impegnata nella professione di manager, ha un marito affezionato e due figli pre-adolescenti. Qualche mese fa una sua cara amica, malata da tempo, è morta di leucemia.

Valeria, superato lo shock di una morte comunque attesa, si dedica con impegno ancora maggiore alle sue attività, ma da qualche tempo lamenta una strana agitazione riguardante la sua salute.

In modo da lei stessa ritenuto irragionevole, vede in disturbi fisici irrilevanti l’inizio di qualcosa di grave ed incurabile: il neo potrebbe essere un tumore, la tachicardia la porterà all’infarto, il mal di testa può essere il sintomo di una possibile malattia degenerativa.

Pur rendendosi conto che le sue preoccupazioni sono eccessive, pensa di sottoporsi a un check-up completo, nella speranza di tranquillizzarsi definitivamente. In realtà il dubbio sull’esattezza degli esiti, sulla bravura dei medici, sulla particolarità della sua presunta malattia, si insinua in continuazione nella sua mente, spingendola a ulteriori approfondimenti medici, in un circolo vizioso apparentemente senza fine.

Valeria è molto tormentata e a disagio, anche perché sente l’impulso di parlare sempre dei suoi sintomi e al tempo stesso se ne vergogna molto. L’ansia e il senso di impotenza stanno invadendo la sua vita.