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FAQ

La solitudine di fronte a sentimenti difficili fa sentire diversi e sbagliati. Possono allora insorgere o accentuarsi sintomi che rendono faticosa la quotidianità fino a bloccare le decisioni più semplici.

La sofferenza emotiva si manifesta in maniera molto diversa da individuo a individuo, a seconda di fattori come il bagaglio genetico, la storia delle relazioni e degli affetti, la maggiore o minore resistenza alle tensioni.

La sofferenza psicologica, può essere scatenata da:

● eventi traumatici, quali ad esempio una separazione coniugale, un lutto, una malattia;
 eventi fase-specifici, ovvero relativi alla difficoltà di fare fronte a temi specifici dell’età, soprattutto nei passaggi dall’adolescenza all’età adulta, durante la menopausa, di fronte all’invecchiamento e così via;
● conflitti psicologici antichi, repressi o oggetto di scarsa consapevolezza.

ANSIA
DEPRESSIONE

Leggi la storia di Cristina, 22 anni
Leggi
la storia di Marta, 65 anni

Esse costituiscono anche la base di altre sintomatologie piuttosto diffuse quali:

ATTACCHI DI PANICO
RITUALI DI CONTROLLO
IPOCONDRIA
FOBIE (claustrofobia-agorafobia-fobia sociale)

Leggi la storia di Luigi, 55 anni
Leggi la storia di Marco, 25 anni
Leggi la storia di Valeria, 36 anni
Leggi la storia di Emma, 45 anni

In tutte queste situazioni può essere molto utile una consulenza psicologica, a cui potrebbe seguire un’indicazione di trattamento specifica.

Lo psicologo si può consultare a qualsiasi età.

Molti fattori influenzano la durata della terapia psicologica. Ad esempio il tipo di richiesta, gli obiettivi di cura, la disponibilità all’investimento emotivo, di tempo ed economico.

Pochi incontri
Ci si può rivolgere allo psicologo per una consulenza su un problema che può essere esplorato e chiarito nell’arco di pochi incontri. Ad essi possono fare seguito appuntamenti distanziati nel tempo, volti a monitorare la situazione.

Da tre mesi a un anno
Ci si può rivolgere allo psicologo perché un evento imprevisto ha mutato gli equilibri consueti di vita. Ad esempio un lutto, un cambiamento di lavoro, un innamoramento inaspettato.
Oppure si può chiedere aiuto perché non si riesce a fare fronte in modo adeguato a specifici temi dell’età di vita. Ad esempio sentirsi bloccati a ventanni negli studi o nelle scelte amorose, decidere di avere un figlio quando l’orologio biologico si fa sentire, andare in pensione.
In tutte e due i casi il lavoro terapeutico può concentrarsi sui temi focali che hanno determinato la crisi e avere una durata orientativa da tre mesi a un anno

Da un anno in poi
La domanda di aiuto può invece rimandare in modo prevalente a temi meno circoscritti. Alla necessità quindi di trattare e ricostruire in modo più ampio e approfondito la storia, gli affetti e le relazioni della persona .

In questo caso la durata della terapia è da prevedere da un anno in poi.

Quando ci si rivolge allo psicologo per una consulenza che non necessita di un percorso terapeutico successivo, generalmente dopo due o tre colloqui di inquadramento, può seguire un monitoraggio mensile o incontri al bisogno.

Se diversamente ha inizio una terapia psicologica, la frequenza minima è di almeno una volta alla settimana. Una cadenza regolare e non troppo distanziata nel tempo è infatti indispensabile a stabilire un clima di fiducia, e al tempo stesso a favorire l’emergere dei sentimenti e delle emozioni connessi alla narrazione.