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ANSIA

Cristina, 22 anni

Cristina, è una bella ragazza, corteggiata e benvoluta. È al secondo anno di giurisprudenza, che frequenta con discreto successo. Discreto e non ottimo in quanto, di fronte al professore, l’ansia le impedisce di rimanere lucida e concentrata, così che la sua prestazione risulta deludente rispetto all’impegno investito.

Se le piace un ragazzo, anche se corrisposta, evita di incontrarlo direttamente. Teme di non essere adeguata e i segnali di agitazione che il suo fisico attiva le procurano molto disagio. Il cuore che accelera, le mani sudate, il rossore che esplode indesiderato, rischiano di prevalere sul desiderio dell’incontro fino a farla rinunciare.

Nel gruppo di amici, nel quale è ben inserita, l’ansia a volte la fa essere troppo impulsiva. Il timore di non essere accettata o sufficientemente autorevole la spinge a esprimere giudizi affrettati. Risulta così spesso un po’ aggressiva nel tono, o superficiale e scostante. Dentro di sé, nonostante l’apparenza sicura, ne soffre molto.

Cristina vive un costante senso di inferiorità, sentendosi giudicata inadeguata, e talvolta anche un po’ ridicola. L’ansia da prestazione tende a pervadere la sua vita e le situazioni che potrebbe vivere con piacere sono sempre più turbate dall’agitazione. Ciò la allontana da una immagine di sé forse troppo idealizzata, di persona capace e padrona delle proprie emozioni in ogni situazione.