View Sidebar

AGORAFOBIA

Emma, 45 anni

Emma fa l’impiegata in una banca. Vive da sola, ha abitudini piuttosto regolari, amici di vecchia data che vede nel weekend, un fidanzato con il quale ancora non convive.

Ha sempre provato fastidio nel trovarsi in luoghi affollati perché le danno una sensazione di soffoco e di ansia crescente. Negli ultimi tempi descrive un’accresciuta ansietà nel prendere i mezzi per recarsi al lavoro, ma anche una sorta di angoscia ad attraversare spazi aperti, anche se conosciuti. Le sembra di disperdersi, di rimanere come stordita e agitata. Queste sensazioni cominciano a invadere la sua mente e a renderle difficili le relazioni.

Comincia a passare gran parte del suo tempo a prevedere anticipatamente i luoghi e le situazioni che potrebbero crearle disagio in modo da evitarli. A poco a poco le situazioni da lei giudicate come potenzialmente ansiogene aumentano, rischiando di limitare la sua vita in modo significativo. Tende a rimanere sempre più in casa, cosa che le procura noia e solitudine, mentre l’uscire attiva in lei un’ansietà sempre meno controllabile.